La Villa deve il suo nome a un poeta latino, al quale è stata attribuita per tradizione. In realtà probabilmente si tratta di due o tre abitazioni che facevano parte anticamente di un quartiere elegante dell'insediamento urbano di epoca romana. Dalle rovine visibili si può risalire al tipo di abitazione, che corrisponde a quello romano con l'atrio dal quale si accede ad ambienti come il tablinium e i cubicula, ovvero il locale riservato al padrone di casa e le stanze da notte.
A partire da questi elementi architettonici, si distinguono la Casa del Tablinio, in cui il locale è conservato assieme alle decorazioni ad affresco sulle pareti, e la casa degli Stucchi, che anticamente era decorata con questo materiale, e che però conserva solo tracce di due locali di servizio.
Altri elementi notevoli ancora visibili sono un brano di mosaico pavimentale, un pavimento realizzato incastrando pezzi di marmo bianco nel cocciopesto (opus signinum). Accanto a questi resti, si possono ancora vedere le rovine di alcune colonne e di una struttura termale. |