L'edificio, originariamente tardogotico, venne gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1943. L'importanza dell'architettura e la presenza della comunità dei Domenicani, a Cagliari fin dalla metà del Duecento influirono sui problemi della ricostruzione, in bilico tra ripristino e forme nuove.La chiesa superiore ha una sola navata, ristretta in corrispondenza del presbiterio affiancato da due altari, che seguono lo schema gotico-catalano del primitivo impianto.
Un alto campanile, staccato rispetto alla chiesa, completa il sagrato, contornato purtroppo da un'area ancora non sistemata dopo i danni di guerra. L'esterno si distingue per l'uso di un materiale tipicamente cagliaritano, il calcare usato a vista anche nell'interno, dove dalle pareti laterali partono le straordinarie strutture in cemento armato che sorreggono la copertura. Due fasci di nervature, che ricordano quelle gotiche, si innalzano a formare, intrecciandosi, una fitta rete che su un piano orizzontale richiama gli schemi delle volte a crociera distrutte, aggiungendo nelle ''vele'' stelline in terracotta, non previste in origine, allo scopo di nascondere le inevitabili fenditure dell'intonaco.
|