La chiesa nasce nel XV secolo come piccolo oratorio, voto a Santa Rosalia da parte delle autorità cittadine per una delle ricorrenti pestilenze. Si deve alla Congregazione dei Siciliani, ai quali l'edificio fu affidato nel 1695, l'ampliamento e il miglioramento della struttura religiosa, ceduta nel 1740 dalla Congregazione all'Ordine dei Frati Minori Osservanti. La facciata si ispira alle linee del barocchetto piemontese con cornici, timpani e lesene disposti in due ordini. Eleganti nicchie nella parte superiore della facciata ospitano le statue dei Santi francescani Bonaventura e Antonio da Padova.
L'interno della chiesa presenta un'unica navata con volta a botte, cupola ottagonale sul presbitero e quattro cappelle per lato. Nella seconda cappella, entrando sulla destra, dal 1844 al 1931 sono state conservate le reliquie di San Salvatore da Horta, poi sistemate nell'altare maggiore, rinnovato per l'occasione dallo scultore Andrea Usai. |