
Nell'anno 303 il martire Sant'Efisio fu imprigionato a Cagliari (nel luogo in cui ora sorge la chiesa a lui dedicata), e venne messo a morte nell'antica Nora, presso Pula. È molto venerato a Cagliari ed e' patrono della città. Nel 1656, dopo quattro anni di pestilenza, la citta' espresse un voto al Santo: promise una processione nei luoghi del martirio se l'epidemia fosse cessata; il contagio scomparve e la popolazione mantenne l'impegno. Si tratta probabilmente della processione religiosa piu 'lunga e di maggior durata (4 giorni) che si svolga nel mondo cattolico.
Il 1° maggio il corteo parte dalla chiesa di San Efisio: la statua del Santo viene caricata su un cocchio trainato da una coppia di buoi; seguono le traccas (carri addobbati a festa), i cavalieri, rappresentanti civili e religiosi, musicanti e una gran sfilata di fedeli in costume. Il corteo pernotta in un podere di Sarroch e il giorno dopo riprende il cammino giungendo a Pula e infine alle rovine di Nora, dove sorge un'antica chiesa dedicata al Santo (ne custodisce le reliquie). Il giorno seguente, 3 maggio, si svolgono le funzioni religiose e si fa festa; ai piu' poveri l'Alter Nos (il rappresentante del sindaco di Cagliari) offre il pranzo; alla sera riprende la processione, nel suggestivo scenario della citta' morta. L'ultimo giorno il lungo cammino viene percorso a ritroso; in serata il corteo si ritrova nella chiesa di Cagliari, dove terminano i festeggiamenti. |